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I suoni della notte

Prima di iniziare a leggere questo articolo ti invito a un piccolo "esperimento":
se ne hai la possibilità spegni tutte le luci, rilassati, magari bevendo qualcosa di caldo come un buon latte con un paio di cucchiai di miele, e cerca di isolarti da tutti i possibili rumori del mondo.
Leggi quello che ho scritto usando questo come sottofondo musicale:

Link ad un video su YouTube

E' un video di un canale che crea solo sottofondi tratti da suoni, privi di musica o altro e lo ritengo davvero un bel progetto.

Ora che hai l'atmosfera giusta, senti, assieme a me, quello che sto sentendo io...

 

 

Non ricordo con esattezza quando ho iniziato ad amare la notte più del giorno e la pioggia più del ciel sereno.

 

Se ci penso, se penso al mio stato ideale, mi viene in mente un'immagine, come un momento che io abbia realmente vissuto, ma non riesco a mettere a fuoco, nella lunga lista dei miei ricordi, né il quando né il dove sia ambientato: mi trovo sdraiato, credo in un letto, e sono rivolto verso il soffitto.

Ho una finestra, probabilmente abbastanza grande, alla mia sinistra, da qualche parte, ma non la riesco a vedere.

Vedo il soffitto, però, ed è un'immagine meravigliosa, perché è buio, sfocato nelle tenebre, ma ogni tanto, attendo con ansia quel momento, viene striato da lunghe strisce di luce: i fari di un'automobile, fuori, si infrangono sulle tapparelle, come onde sugli scogli, e la loro acqua fatta di luce artificiale filtra attraverso le fessure e il risultato sono queste affascinanti strisce irregolari che si muovono, lente e pigre, sul soffitto.

 

Eppure c'è qualcosa di ancora più magico in quella luce.

I vetri delle finestre sono zuppi e le gocce d'acqua rimangono appese come piccole stelle, oppure scivolano via, seguendo sentieri irregolari, come tante profonde lacrime... e questo crea ancora effetti più magici nella forma e nella personalità del colore sul soffitto.

 

Nei miei ricordi non sento alcun suono ma, in qualche modo, la mia anima lo ricorda e lo riconosce.

La camera in cui mi trovo, ovunque essa sia, da sulla strada, non troppo in alto né troppo in basso, in una posizione perfetta per lasciar entrare il suono, quanto basta per renderlo gradevole e melodioso.

E' il suono della pioggia, una pioggia senza vento, una pioggia che non incontra ostacoli nella sua dolce caduta sul mondo, lavandolo da tutti i brutti ricordi.

E' il suono della pioggia.

Ma la dolce acqua che cade dai cieli irraggiungibili non è da sola: a tenerle compagnia c'è il rumore, soffuso, distinto e allo stesso tempo pronto a confondersi, mescolarsi con sé stesso, delle automobili che passano e solcano l'asfalto bagnato.

 

Questa sensazione è come essere immersi nel mare, liberi e senza peso, guardando verso la superficie, da cui si viene attirati naturalmente, eppure liberi dai vincoli della gravità e del peso, dei pensieri e dei problemi.

Le voci che ti hanno disturbato per tutto il giorno sbiadiscono, prive di alcuna importanza, cancellate dal passaggio di una macchina più pesante delle altre.

I dolori, i fallimenti, le perdite e ogni pensiero triste viene lavato via dalla pioggia, che non può esser arrestata eppure, docilmente e gentilmente, porta via tutto, lasciando solo un puro manto stradale.

E le luci passano, diventano dipinti sul mio soffitto.

E io mi perdo... no, io mi lascio perdere in questo sogno.

 

Non so quando mi sia accaduto, non lo ricordo.

In realtà non posso neppure esser sicuro che sia davvero un ricordo, un sogno ricorrente o una semplice fantasia che si è insinuata così a fondo nel mio cuore, tanto da pretendere di esser reale.

 

Nella mia nuova casa di Kyoto ho una stanza con una grande finestra che si affaccia proprio sulla strada, né troppo in alto né troppo in basso, ed è qui che ho voluto la camera da letto.
Ho messo delle tende che, tramite una cordicella, fanno perfettamente le veci delle persiane e, quando fuori piove, sul mio soffitto bellissime strisce di colore danzano, come venute fuori dai miei sogni.
E posso ascoltare la pioggia che cade sull'asfalto e le macchine che corrono.